dipendente infedele

  • Cancella file aziendali, la perizia lo inchioda e lo condanna

    La vicenda risale al 2014e  rientra nella fattispecie del dipendente infedele o meglio del danneggiameto o sabotaggio.

    E' lultimo giorno di lavoro prima di passare a una ditta concorrente, e i file del computer aziendale venongo distrutti. Si tratta di un modus operandi purtroppo diffuso a cui deve seguire una  una querela di parte supportata da una Perizia informatica sul computer.  infatti lo sviluppo di una indagine informatica sugli strumenti a disposizione dle soggetto permette di comprendere, tempi, modalità e entità dell'azione criminosa per poterla correttamente rappresentare al giudice mediante una perizia informatica forense.  Nel caso di specie erano stati distrutti  circa 2mila documenti, tra cui alcuni contratti di fornitura.

    Con l'accusa di accesso abusivo sistema informatico e danneggiamento il dipendente infedele è stato condannato nei giorni scorsi, dal giudice Ines Rigoli del Tribunale di Bologna a una pena detentiva e al risarcimento.

    Per i dettagli della notizia http://www.bolognatoday.it/cronaca/dipendente-cancella-file-azienda-condannato.html

     

  • pwc security incident dipendenti infedeli

    Cresce del 38% il numero di attacchi informatici rilevati nell'ultimo anno; gli autori dei crimini informatici sono nel 34% dei casi gli impiegati interni alle aziende, nel 22% dei casi i business partner. In aumento anche i furti di proprietà intellettuale, +56% a livello mondiale e +108% in Italia, questi i dati del report PWC
    Lo scenario delineato dal  report Pwc " Global State of Information Security® Survey 2016" tratteggia una escaletion del cybercrime senza precedenti. Aumentano gli attacchi, sempre più mirati verso le aziende,  ma aumenta anche la sensibilità di queste che per la prima volta da molti anni, incrementano significativamente  i budget in sicurezza informatica: +24% nel mondo, +66% in Italia. Un cambio di passo importante, che se confermato dai dati reali rappresenterebbe una rottura con il passato e l'avvio di una fase nuova, un rinsacimento digitale delle aziende.  Spesso però queeste scelte sono dettate  dai costi degli attacchi, in media, ogni attacco può costare alle imprese circa 2,5 milioni di dollari di danni; inutile sottolinare che è necessario e più utile per le aziende prevenire piuttosto che curare.
    Nel 34% dei casi gli autori dei crimini informatici sono impiegati all’interno delle aziende, nel 29% si tratta di ex dipendenti, nel 22% di business partner su cui spesso sono esternalizzate specifiche attività. Questo a confemra che il cyber espionage sta prendendo sempre più campo anche nel nostro paese. Il problema è , che le aziende, nella maggior parte dei casi, non sono in grado di rilevare tempestivamente la sottrazione di progetti o informazioni riservate; la talpa rimane silente in azienda per molti mesi fino a quando dedice di uscire dall'azienda o commette errori macroscopici che lo fanno venire a galla.  Il JobAct Italiano conferisce alle aziende maggiori poteri di controllo sui dispositivi assegnti alle proprie risorse. Poteri che se usati correttamente mediante l'uso di strumenti di monitoring di specifici eventi e lo sviluppo sistematico di  forensics audit di sistemi e/o posti di lavoro, può rivelare tempestivamente un tentativo di spionaggio o di sottrazione di inforamazioni,  cristallizzandone i contenuti seondo pratiche forensi, per poter mettere l'azienda nelle condizioni di tutelarsi dall'infedeltà aziendale piuttosto che dallo spionaggio industriale.

    https://www.pwc.com/it/it/press-room/assets/docs/pressrls-gsiss-2016.pdf
    http://www.pwc.com/gx/en/issues/cyber-security/information-security-survey.html
     

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