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La Commissione giustizia ha approvato in via generale lo schema di decreto attuativo della legge delega 103/2017 di riforma del processo penale in materia di revisione della lista dei reati procedibili.
Secondo quanto previsto dallo schema di decreto corredato del parere della Commissione giustizia il novero dei reati procedibili a querela dovrebbe estendersi a ricomprendere anche le seguenti ipotesi:

  • minaccia (a meno che la stessa non sia fatta in uno dei modi indicati dall'articolo 339 o ricorrano circostanze aggravanti ad effetto speciale)
  • falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche (fattispecie base)
  • falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche (fattispecie base)
  • violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza commesse da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni (fattispecie base)
  • rivelazione del contenuto di corrispondenza, commessa da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni
  • truffa (salvo che ricorra taluna delle circostanze aggravanti di cui al secondo comma dell'articolo 640 c.p. limitatamente alla commissione del fatto con approfittamento di circostanze di persona anche con riferimento all'età o la circostanza aggravante di cui all'articolo 61, comma 1, numero 7, c.p.)
  • frode informatica (salvo che ricorra taluna delle circostanze previste dall'articolo 61, primo comma, numero 5, c.p. limitatamente all'aver approfittato di circostanze di persona, anche in riferimento all'età, o dall'articolo 61, primo comma, numero 7, c.p.)
  • appropriazione indebita
  • lesioni personali stradali gravi e gravissime (fattispecie base)

Questo elenco è certamente il risultato  nei nuovi scenari digitali della nostra società. I tempi cambiano e cambiano e si materializzano anche nuove condotte criminose connesse all'uso di strumenti tecnologici. 

A differenza del contesto tradizionale i reati commessi in un contesto tecnologico richiedono un'attenzione maggiore, infatti la prova digitale, perp propria natura,  è molto più fragile e alterabile di quella tradizionale.

Una perizia informatica che prima di procedere a querela, acquisisca la fonte di prova con modalità forensi, e accerti e documenti il reato, da allegare alla querela,  da certezza e robustezza ad una prova che la controparte potrebbe distruggere nel momento in cui viene a conoscenza della querela ma sopratutto fornisce le prove oggettive e misurabili ai corpi inquirenti e giudicanti. Cambiano gli strumenti quotidinani, nascono nuovi reati, e con loro  anche le modalità con cui si deve procedre alla tutela dei propri diritti.

Bank Fraud

PizzeriaGoogleFilmato di una comicità leggera quanto basta per farci sorridere... e riflettere amaramente rispetto a come gestiamo consapevolmente o inconsapevolmente i nostri dati. Ogni giorno usiamo con piacere e soddisfazione google, i social network, la moneta elettronica, gli e-commerce. I nostri smartphone sono diventati il nostro migliore amico e più intimo confidente sia che si tratti di un Android che di un Apple....e in fondo siamo convinti, o meglio illusi,  che nessuno sia in grado di analizzare e comprendere la mole di dati che tutti insieme produciamo ogni giorno: mail, whatasapp, foto, post, acquisti online, pagamenti con carte di credito etc... ,

Ma si tratta solo di una illusione,  ci sono soggetti che investono capitali persone e risorse tecnologiche per analizzare, correlare e interpretare tutti i nostri dati: non chiamatela Intelligenza Artificiale, di intelligente non c'è niente, sono algoritmi che muovono e collegano centinaia di milioni di informazioni. L'intelligenza è ben altra cosa..... è quella di chi, con l'intento di avere i vostri dati, vi mette a disposizione gratuitamente prodotti e servizi  la cui gestione costa centinaia di milioni di dollari, e che illudendovi di essere clienti vi trasforma in prodotto da scaffale.

Nelle nostre scelte siamo travolti dalla moda, dai social, contenti perchè nessuno ti chiede un euro per la tua casella mail o per lo spazio su cui salvare i tuoi file, cediamo più o meno consapevolmente il controllo dei nostri dati ad altri: le nostre foto su facebook non sono più nostre ma di Facebook, Google ispeziona il contenuto delle nostre mail, tutto questo è scritto nelle condizioni contrattuali, che naturalmente nessuno o quasi  guarda, e che accettiamo quando ci iscriviamo ai servizi web. 

Mi auguro che questo video sia utile a riflettere e a usare consapevolmente tutti gli strumenti che abbiamo.

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