E' terribile parlare di errori giudiziari come se parlassimo degli errori fatti da un bambino in un tema o in un compito di matematica, purtroppo gli errori giudiziari segnano drammaticamente la vita delle loro vittime.

Un errore giudiziario è spesso il risultato di una somma di errori,  di presunzioni  e di un  falso senso di potere che talvota compisce alcune persone.

Quando c'è un errore la prima responabilità cade sulle indagini e sulla loro conduzione spesso indirizzata a trovare più un capro espiatorio che la verità. Indagini condotte con approssimazione e superficialità,  magari da personale non adeguatamente formato o troppo investito dell'uniforme che porta. Ma la responsabilità anche  su quei consulenti poco onesti, che affrontano incarichi per i quali non sono preparati. Per non parlare del modo in cui spesso viene trattata la prova, in particolare quella informatica. Senza l'adozione dei requisiti minimi di garanzia, come la gestione della catena di custodia,  la documentazione puntuale di tutte le operazionie e l'adozione di best practiche e tecniche di analisi di tipo forense in ambito informatico: tecniche e processi  di computer forensics.

Il film su Enzo Tortora, mi ha fatto riflettere molto sugli errori giudiziari, quelli più tradizionali come quello di Tortora, ma anche quelli più moderni che nel mio lavoro di consulente informatico forense vedo ogni giorno.

Personalmente credo, e mi adopero, affichè il nostro impegno di tecnici informatici forensi sia non tanto a servizio della giustizia ma a servizio della verità, perchè quella che è la realtà giuridica dei fatti che si costituisce in giudizio sia il più possibile vicina alla realtà oggettiva dei fatti e lo spazio per errori giudiziari si riduca a zero.