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La UE legalizza il crimine con l'abolizione della data retantion

Con il recente provvedimento della Corte Europea la UE ha di fatto legalizzato certi crimini. Come non pensare che un tale provvedimento sia stato richiesto a gran voce dalle lobby delle TCL? La Data retantion per gli operatori TELCO ha significato investire decine di milioni di euro in storage in cui registrare i dati di traffico per due anni (in italia). Già nel 2008 si parlò di una forte pressione degli operatori TELCO quando in italia fu ridotto da 24 mesi a 30 giorni l'obbligo di conservazione dei dati di traffico relativi alle telefonate senza risposta. Molti sostennero che si trattava di risparmiare gli storage dedicati a conservare i dati degli squilli dei ragazzini, e sicuramente è vero, ma quella tecnica degli squilli è stata usata, e può essere usata per gli inneschi da distanza di esplosivi.  Già che con  i tempi della giustizia italiana in 30 giorni si perdono le prove dello stalker che assilla la propria vittima con 20 squilli ogni notte senza risposta; se andiamo anche a gettare al vento i dati di traffico degli ultimi due anni addio. La corte ha scelto di tutelare il diritto alla riservatezza della persona piuttosto che la tutela della collettività, il particolare piuttosto che l personale, credo che le istituzioni dovrebbero preoccuparsi di tutelarla maggiormente non di anonimizzarla maggiormente. A causa di questa scelta domani però non posso buttare in galera uno stalker seriale che da un anno assilla la ex, non potrò dimostrare le connessioni mafiose di certi personaggi, nè le frequentazioni telefoniche della malavita. Nè potrò sapere chi era collegato con l'indirizzo IP il giorno X alle 10:30 quando da quell'indirizzo è stato postao un messaggio diffamatorio su un forum, o è stato effettuato un accesso abusivo ad un server, o è stata fatta una truffa online, o .... da quell'IP è stata spente una centrale Elettrica(SCADA) o un intero Ospedale.Per me non ha vinto la privacy: ha subito una grossa sconfitta la giustizia, privata di strumenti di indagine importanti. La cosa che più mi colpisce è il silenzio che c'è sulle conseguenze di questo pronunciamento.

 

La direttiva sulla conservazione dei dati non è più valida

La Corte UE dichiara invalida la direttiva sulla conservazione dei dati.
La Corte si è espressa per una maggiore tutela delle libertà personali e per il diritto della persona alla riservatezza in difetto del diritto della UE a contrastare fenomeni illeciti e illegali.

In sostanza ul diritto alla riservatezza prevale sulla sicurezza della UE.  Personalmente non mi trovano d'accordo,  penso infatti che il diritto della società civile a tutelarsi da illeciti e atti di terrorismo sia prevalente rispetto al diritto a nascondersi, o  come va di moda, all privacy.  E ora cosa succederà negli stati UE che nel frattempo hanno adottato leggi che rispettavano la direttiva?

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-04-08/tlc-corte-ue-dichiara-invalida-direttiva-conservazione-dati-103153.shtml?uuid=ABLFJF9

Delibera 680/13/CONS Autori beffati dal risarciemento mancante

Delibera 680/13/CONS illeggibile e incompleta: sanziona ma non prevede il risarcimento.

Entra oggi  in vigore il regolamento AGCOM sul Diritto d'Autore Delibera n. 680/13/CONS, una delibera che risulta veramente poco leggibile. Gli articoli della delibera sono in massima parte costituiti da delle osservazioni degli attori intervenuti e da osservazioni dell'autorità,  più che della posizione di regolamentazione dell'Autorità Garante, quasi a spostare su altri soggetti la responsabilità di questa delibera; di fatto si norma poco ma  racconta moto quello che si sono detti.

Il regolamento mette a disposizione dei titolari del Diritto d'Autore la possibilità di interdire la violazione onoine a costo zero mediante il sito sul Diritto D'Auotrore ddaonline.it. Purtroppo però  non prevede alcun procedimento o percorso risarcitorio a favore del titolare del diritto che ha subito la violazione. A che vale allora riempire il modulo online se poi per ricevere un risarcimento il titolare del Diritto deve procedere per vie giudiziarie?  Quando poi, visti i tempi della giustizia,  i contenuti lesivi non saranno  più online e non si sarà in grado di dimostrare la violazione del diritto.

Un provvedimento "pasticciato" su cui Bruxell ha già chiesto chiarimenti. Sicuramente come per la privacy serve un regolamento europeo che disciplini la materia.

Nel frattempo prima di compilare il modulo online cristallizzate i contenuti lesivi del diritto d'autore mediante un'acquisizione forense dei contenuti online, quindi compilate pure il modulo su ddaonline.it, e poi se volete veder risarcito il vostro diritto consegnate le prove cristallizzate allegate ad una denuncia, solo così potrete tutelare veramente il vostro diritto.

Attenzione: pensare di cristallizzare le prove nel giro di qualche ora/giorno dopo aver inviato il modulo all'AGCOM potrebbe essere troppo tardi, potreste trovare la pagina oscurata o i contenuti rimossi dall'AGCOM,  impedendovi di fatto di procedere in sede civile alla richiesta di risarcimento.

 

 

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